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NEL NOME DEL PADRE di Luigi Lunari

Commento : Un teatro a due
che ritorna all’attore
si nutre di sé stesso

e… in libertà
percorre di volta in volta
sentieri nuovi e antichi
unicamente sul filo
delle proprie emozioni
lontano da scelte
dettate dalle necessità

senza paura…
del tempo che ci vuole

senza paura…
della distanza.

Gabriella Pochini e Bruno Pennasso, ritrovatisi da un capo all’altro d’Italia dopo più di vent’anni di separazione artistica, anni in cui ognuno singolarmente ha percorso, in forme e modi diversi ma con eguale serietà di intenti, cammini interpretativi ed esperienze di compagnia differenti, hanno deciso di collaborare nuovamente, spinti dalla necessità di indagare a fondo problematiche e autori contemporanei che dessero voce alle istanze più interessanti di mondi, nonostante la globalizzazione imperante, ancora assai lontani. Non necessariamente spinti da pulsioni regionalistiche ( Pennasso vive a Torino e la Pochini, dopo trentacinque anni vissuti a Torino risiede da sei anni a Palermo) danno il via a un percorso ideale iniziando a indagare il mondo teatrale contemporaneo della realtà in cui vivono. Una realtà molto diversa, che a 150 anni di distanza dall’Unità, sembra ancora appartenere a due Italie, spesso l’una contro l’altra armate, sia sul piano politico, sia sul piano intellettuale. Un passaggio necessario prima di varcare i confini, alla scoperta della più recente drammaturgia europea.
La prima opera allestita dalla compagnia è “ Nel nome del padre” di Luigi Lunari, scrittore e drammaturgo milanese che in questo suo fortunato testo racconta la storia di due personaggi, appartenenti a realtà sociali e a paesi assai lontani (Stati Uniti e Italia), accomunati dallo stesso dramma : la negazione della loro diversità da parte dei rispettivi autorevoli padri.
Il tema della diversità che unisce ci è sembrato il più opportuno per dare inizio al nostro viaggio ideale che in un percorso triennale partirà da una ricerca sulla nuova drammaturgia siciliana e del Nord Italia per varcare da ultimo i confini nazionali e indagare le realtà più stimolanti dell’universo teatrale europeo.
È nostra intenzione (come già avvenuto per questo primo spettacolo, per il quale abbiamo chiesto l’intervento del Preside, dei docenti e, ovviamente, degli studenti del Liceo Artistico R. Cottini di Torino) continuare a collaborare con gli Istituti d’Arte e i Licei della Città e coinvolgere i ragazzi in progetti per la realizzazione di scenografie e costumi. Crediamo che lavorare all’allestimento di uno spettacolo, dunque a un progetto “reale”, possa offrire lo spunto per avvicinare i giovani all’evento teatrale con occhi diversi da quelli di semplici fruitori e far capire loro quello che avviene “dietro le quinte”. La messa in scena di un testo teatrale non significa solo imparare una parte a memoria, ma comporta un insieme di interventi atti a sottolineare ed esaltare il testo dandogli quella magia che deve essere colta grazie al lavoro di più persone. Pensiamo che ai giovani, soprattutto a quelli che si affacciano al mondo dell’Arte, possa essere molto utile un percorso che li coinvolga in prima persona. Siamo convinti che il Teatro riscuota ancora interesse nelle nuove generazioni, ma è necessario proporlo con una piccola premessa e il coinvolgimento è sicuramente il modo migliore.
Un progetto che individuando il respiro comune che anima i palcoscenici di Paesi anche molto diversi tra loro faccia in modo, per dirla con le parole di Michele Perriera, “…che il teatro sia un luogo di rivelazione e di intensità... che testimoni l’esistenza di un’anima in noi, non importa se laica o religiosa, e che … sveli nella rappresentazione le sue infinite possibilità di gioco, di conoscenza, di donazione”.

Note : Luigi Lunari (Milano 1934) dopo la Laurea in legge, compie studi musicali fino al corso di perfezionamento in direzione d’orchestra all’Accademia Chigiana. Collabora per vent’anni con Grassi e Strehler al Piccolo Teatro di Milano, esperienza dalla quale nascerà, nel 1991, un suo romanzo teatrale.
Negli anni ’60 scrive due testi per i Gufi: “Non so, non ho visto, se c’ero dormivo” e “Non spingete, scappiamo anche noi.”
Nel 1991 “Tre sull’altalena”, dopo aver trionfato al Festival di Avignone, è stata tradotta in 24 lingue, ed è rappresentata in tutto il mondo. Altri suoi testi, tra i quali “Il senatore Fox”, “Nel nome del padre” e “Sotto un ponte lungo un fiume”, messe in scena a Parigi, Tokio e New York, lo consacrano commediografo internazionale.
Lunari ha anche scritto una “Breve storia del teatro”, una “Breve storia della musica”, un saggio su “Maria di Nazareth”, e tre romanzi: una saga storica su “Hernan Cortés e la conquista del Messico”, un travolgente “Il Maestro e gli altri” e il divertente “Scveik a New York” di recente uscito in Italia.

Anno debutto : 2012

Contatti : ods@odsweb.it

ODS 011/4472759

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