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IL NOME DEL PAESE

Recensioni : Il Biellese 24 gennaio-2006-...La sala affollata ha seguito con passione le vicende narrate e non poteva essere diversamente (…) ognuno avrà trovato sul palcoscenico emozioni che ha già vissuto in prima persona e che Manuela ha saputo rendere tangibili e vive… -

Il Biellese 24-–01-2006 Mariella Debernardi
Sabato sera al Polivalente un momento di aggregazione indimenticabile.
Il monologo Il nome del paese raccoglie tanti applausi e ovazioni.

Non in un vero teatro ma in uno spazio ampio, legato all’aggregazione saglianese Manuela Tamietti si è esibita in un lungo monologo, in scena per rappresentare, lei da sola, tanti personaggi diversi che hanno intenerito, commosso, divertito il pubblico presente. (….)
A casa le donne reggevano il peso della famiglia e comandavano una società patriarcale.
La Tamietti dà voce ai pensieri nascosti della Gin ma, dopo essersi messa un basco in testa, anche alla storie dell’orfano che emigra con parìn e manda a casa i soldi guadagnati con fatica, usando talòcia, fil a piomb, casola, matrèl e ciou, i ferri del mestiere dei muratori.
Il peso del distacco dalla famiglia, i magoni della sera, il sacco in spalla senza guardare negli occhi la mamma, sono resi splendidamente dall’attrice e lasciano il segno sulla platea. Che applaude a scena aperta. (….)
L’attrice che sa interpretare con la stessa intensità tanti personaggi diversi, fa ridere il pubblico con la figura della “mare madòna” della Teresin, di Dominique, l’impresario francese, della Maijn che fa tacere il marito petulante. Ma fa pensare e diventare seri quando parla degli emigranti. (…)
A cavallo tra Ottocento e Novecento, la storia di gente comune si trasforma nell’epopea degli umili alla ricerca di un domani. Poi nel desiderio dei nipoti di ritrovare il mondo scomparso dei nonni, rappresentati in scena da marionette animate dalle mani dell’attrice e vivificate dalle sue parole.
Il campanile con sopra la betulla rimane in fondo al cuore degli emigranti per tutta la vitae guida il corso delle giornate di lavoro per chi è rimasto a ricamare e a perdere la vista a forza di cucire con poca luce. Per risparmiare. Com’è uso del carattere biellese. Così ben reso sulla scena dalla Tamietti e altrettanto gradito dal pubblico di Sagliano.


…La Tamietti percorre quella storia senza enfasi, con rispetto e attenzione, per non fare di una verità una favola. E' affabulatrice intensa di racconti che, come la musica, si possono affidare all'ascolto del pensiero. Le immagini prendono corpo dall'opera di Silvia Sanfilippo: gli oggetti, la scena che si fa personaggio, il teatrino delle ombre, le marionette. Sono proprio queste ultime a segnare il momento più intimo, raccordo magico tra l'antico e il nuovo, tra il mondo bambino e l'eterno ripetersi della storia di uomini di ogni tempo. Le note di Raffaele Antoniotti, eseguite in scena dall'autore e da Elena Straudi, hanno offerto atmosfere al viaggio reso con leggerezza dalla regia di Luigina Dagostino, un viaggio che, anche se in teatro, bisognerebbe affrontare, per riscoprire il passato del nostro Paese e di noi stessi. Applausi, applausi e ancora applausi. -Renato Iannì-Eco di Biella 28-03-03

…in scena le partenze e gli arrivi di immigrati e di emigranti; in scena c'è anche chi resta e invecchia e ricorda e racconta; in scena è la memoria che ha radici forti su cui far nascere e crescere il futuro. Forse è il caso che i biellesi ricordino che anche la loro terra ha prodotto gli addii di chi emigrava in Francia, in Africa, in America… Forse è il caso che ognuno si riprenda in mano la storia della propria terra, che è anche storia della propria vita.- La Stampa -24-03-03

Curricola : RENATO D'URTICA (autore)
E' studioso di culture e tradizioni locali. Ha degli antenati emigranti e proprio per questo nutre interesse per tale argomento e scrive.
Di tanto in tanto si ritira in un alpeggio per pensare,- lui dice-, ma noi sappiamo che parla con le bestie nelle stalle e con i folletti lungo i sentieri, incontra le masche vicino alle sorgenti e cammina in mezzo ai fuochi fatui. Beve tisane di foglie di betulle e la notte, per evitare le correnti, si mette un cappello bianco e rosso e poi va a dormire.
Con il racconto "La Rotonda", si è aggiudicato, nel febbraio 2004, il secondo posto al premio letterario "Donne di Monferrato", indetto dalla Città di Casale.
Con il racconto “La Secondina dal pe’ pistun” si è aggiudicato il primo premio narrativa Rosazza 2005 (BI).

MANUELA TAMIETTI (attrice)
Dal 1986 inizia a lavorare come attrice nell’ambito del teatro, passando attraverso vari generi: teatro di figura, Commedia dell’arte, Teatro Ragazzi, teatro di ricerca, prosa, poesia , commedia e cabaret. Da qualche anno si dedica alla regia teatrale, alla direzione artistica della Scuola Teatro ODS, e all’organizzazione e alla direzione artistica di teatri e stagioni per adulti e ragazzi.
Ha lavorato con Teatro Stabile di Torino, Teatro dell'Angolo, Assemblea Teatro, Dott.Bostik, Teatro dei Sensibili, Teatro del Vicolo, Gruppo della Rocca , CSRT di Pontedera ecc…
Ha fatto tournée in Italia e all'estero: Francia, Germania, Svizzera, Austria e Brasile.


ELENA STRAUDI (arpista)
Ha studiato arpa con Beatrice Bertola Mosca e si è diplomata al Conservatorio di Novara con il massimo dei voti.
Ha svolto attività orchestrale anche in qualità di solista, e fa parte di vari complessi cameristici.
Ha al suo attivo numerosi concerti in Italia e all'estero; ha partecipato ad importanti rassegne internazionali di musica classica in Germania e Svizzera.


RAFFAELE ANTONIOTTI (musicista, compositore)
Suona: organetto diatonico, ghironda, whistle,sax
Polistrumentista diplomato in sassofono al conservatorio di Genova, fin da piccolo l'estro per la musica lo porta a intraprendere un cammino in questo vasto mondo. Affascinato dalla musica folk e celtica con i suoi strumenti e suoni decide di dedicarsi a questi generi, dapprima apprendendo le danze ed in seguito intraprendendo lo studio tecnico strumentale del whistle e della ghironda attraverso corsi e stages. In seguito si dedica all'organetto diatonico con il quale trova una particolare affinità e intesa. In qualità di ghirondista fa parte della “Grande orchestre des alpes” un’ insieme di circa 50 musicisti dell’arco alpino e dello spettacolo “Cantarkaicos” musiche e canti dell’immaginario canavesano.
Fa inoltre parte del gruppi di musica celtica “Alice Castle” e del Duo “Elelele”
Ha suonato in numerosi festival il Italia e all’ estero; con i suoi gruppi e in collaborazione con altri ha inciso alcuni CD.
E’ inoltre compositore ed arrangiatore di alcuni brani eseguiti ed incisi dal gruppo di musica Popolare “Meikenut”

Spettacolo per ragazzi : partecipa alla Rassegna di Teatro Scuola del Progetto Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte.

Pensieri dei ragazzi della Scuola Media Statale Dante Alighieri, Vigliano B.se (BI)

II B

Mentre Gin raccontava di quel ballo con un ragazzo, mi sono sentita dentro al suo dolce ricordo, in mezzo alla musica.
Giulia M

Ho provato simpatia nei confronti del personaggio di Virginia perché aveva un modo originale di esprimersi e inoltre mi ha coinvolto la sua incertezza nell’evolversi della vicenda…
La musica ha creato la giusta atmosfera: infatti la vicenda si è arricchita delle “note giuste”, specialmente quella interpretata da Raffaele Antoniotti, il quale ha dimostrato, a mio avviso, un grande talento nel suonare tutti gli strumenti.
Marzia L

Lo stupore mi ha accompagnato per tutta la durata dello spettacolo perché non avrei mai immaginato che una sola persona, con l’aiuto di due musicisti, potesse realizzare un simile capolavoro.
Alessandro M

Tristezza è il sentimento che ho provato di più: questa storia malinconica realmente accaduta mi è piaciuta molto.
……. Una frase mi ha particolarmente colpito: Le persone del paesino chiamano “voci del passato” le persone anziane.
L’attrice si immedesimava nei personaggi in modo sublime.
…….Quando ha risposto alle nostre domande, l’attrice mi è apparsa una persona molto socievole e molto rispettosa nei nostri confronti.
Lorenzo M

L’attrice è stata veramente molto brava…..
Il palco era povero di scenografia, ma la grinta dell’attrice ci portava ad immedesimarci nei protagonisti delle vicende, immergendoci nella piccola realtà che non conoscevamo.
E’ stata veramente un’esperienza indimenticabile!
…….Nella vita ci sono momenti belli e momenti brutti, proprio come nella rappresentazione, che mostrava momenti di vita vera.
Sara B

Quando Gin lavava, stendeva, ricamava, mi tornavano in mente delle immagini di quando ero a casa con la mia famiglia e facevo esattamente le stesse cose… Avevo un po’ di risentimento dentro di me.
Io non ho mai conosciuto i miei nonni perché sono morti prima che io nascessi…: quando l’attrice prestava la voce ai nonni, era come se immaginassi le cose che raccontava… e ho provato attimi di gioia.
Devo dire che mi ha fatto pensare tanto.
Rossella T

Mi è piaciuto molto e, se mi venisse proposto di rivederlo, accetterei con gioia…
Marika F

Ho provato ammirazione per il gran lavoro degli interpreti e allegria perché erano tutti molto simpatici.
Matteo P

La storia mi è piaciuta molto e in parecchi punti del racconto ho pensato a quanto doveva essere dura la vita degli emigranti.
Susanna B

Ora provo a descrivervi le mie emozioni: sicuramente stupore, perché le vicende, molto coinvolgenti, sono state interpretate in modo particolare dall’attrice… E un senso di leggerezza per le dolcissime musiche.
Lisa D

….Ero contenta e, allo stesso momento,m impressionata nel vedere quanti personaggi riusciva ad interpretare una sola persona.
….in parecchi punti del racconto ho pensato a quanto doveva essere dura la vita degli emigranti…
Lo spettacolo mi è piaciuto molto.
Susanna B

La rappresentazione teatrale è stata interessante.
Il nome del paese inizia per B, ma non è importante saperlo perché le vicende narrate potrebbero capitare in qualsiasi altro posto.
Andrea C

La rappresentazione teatrale mi è piaciuta e sono stata molto stupita dalla capacità dell’attrice di entrare in tante personalità.
Valentina F

Ho provato una grande tristezza quando in scena c’erano i nonni…
…felicità quando la Gin pensava a cosa avrebbe potuto fare da grande…
Valeria G

…mi è piaciuta molto l’interpretazione dei diversi ruoli fatta dall’attrice.
Jessica C

Allegria e divertimento quando la Gin raccontava che a quei tempi l’alternativa al matrimonio era farsi monaca e lei non sapeva cosa scegliere…, tristezza quando il ragazzo diceva che nella sua famiglia se n’erano andati tutti e lui era rimasto solo con lo zio che gli insegnava a lavorare…
Serena D

…Non sono riuscita ad immedesimarmi nei personaggi interpretati, però ho capito una cosa: spesso oggi disprezziamo gli immigrati senza pensare che anche noi, in passato, siamo andati “a casa d’altri”.
Erika T

Ho provato un po’ di tristezza nei confronti del ragazzo che doveva per forza allontanarsi dal suo paese.
Ho notato il contrasto tra il carattere del ragazzo e quello della ragazza.
La rappresentazione mi è abbastanza piaciuta.
Elena L

…L’attrice che interpretava più personaggi, è stata molto brava anche a far parlare i burattini.
Spero di vedere un altro spettacolo teatrale bello come questo.
Michael D

Ho provato molto stupore perché non credevo che una persona potesse interpretare così bene tanti ruoli.
Massimo S

Opinioni di un insegnante di scuola media

Ho apprezzato molto il rispetto e l’attenzione con cui è stata raccontata la storia perché l’attrice ha permesso ai ragazzi di comprendere che si trattava di una verità, non di una favola.
E’ un bel modo di insegnare la storia, quella vera, fatta di tante piccole storie.

Manuela Tamietti sa trasmettere ai ragazzi la sua grande passione per il teatro: è un modo per insegnare che le cose fatte col cuore riescono bene!!

Per me, che ho trascorso l’infanzia a B…Bengodi, è stato un commovente tuffo nei ricordi, un emozionante ritorno alle radici… al campanile grigio… alla betulla… è stato ritrovare me stessa!
Patrizia Golzio

Età : dagli 11 anni

Scheda tecnica : Un service audio completo comprensivo di:
· Mixer audio
· Lettore CD
· Amplificatori e casse che garantiscano una buona qualità sonora e che siano di potenza adeguata al luogo della rappresentazione.
· Spia sul palco
· Tutto ciò che, non citato, sia necessario alla messa in uso del materiale (cavi ecc.)
Service luci
Considerando la singolarità di ogni palcoscenico dei vari spazi scenici la distanza dei fari dalla scena e le possibilità logistiche di installazione del materiale (su americane, su torrette frontali e\o laterali, su piantane etc.), la lista che segue è da considerarsi puramente indicativa
· 10/12 pezzi da 1000 Tutti i pezzi devono essere forniti di bandiere e lampade di scorta. Sono inoltre necessarie gelatine di diversi colori.
· 1 Mixer luce
· Tutto il materiale necessario all'allacciamento alla rete elettrica
· Tutto ciò che, non citato, sia necessario alla messa in uso del materiale

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