Soci: Aldo Russo

Fin da bambino dimostra una certa insofferenza al concetto di “regola”.
Verso i 15 anni scopre la chitarra quale ottimo strumento di approccio verso l’altro sesso, e dopo alcuni anni di pietosi tentativi al liceo classico abbandona la scuola definitivamente.
Negli anni ’60, dopo aver fondato un suo gruppo rock diventa chitarrista nella band di Gian Pieretti, e in seguito in quella di Betty Gilmore, pressochè sconosciuta cantante americana di colore.

Negli anni seguenti gira tra i gruppi rock torinesi e approda nei “Cottonfield” di Piero Cotto, coi quali partecipa al disco per l’estate del ’72. Scrive un pezzo che darà il titolo all’album e col quale parteciperà al festival di Venezia.
Sempre in quel periodo suona con Herbie Goins e i Night timers, gruppo americano di R&B, prevalentemente al Piper di Roma. Per qualche anno si trasferisce in Tunisia dove conduce una vita gaudente e dissipata. Tornato definitivamente a Torino nel ’77 abbandona disgustato la musica, e si scopre tecnico dei telefoni.
Dopo 4 anni di telefonate gratis inizia a collaborare, in qualità di arrangiatore, col cantautore torinese Enzo Maolucci. Scrive alcuni pezzi per lui e lo accompagna nelle sue tournèe come chitar-tastierista-fonico, riuscendo sempre ad evitare le ire del pubblico. Continua ad arrangiare album per Maolucci, che Dio, lo perdoni.
Nel 1982 apre uno studio di registrazione, chiamato affettuosamente “Il tugurio”.
Una sua intervista alla radio RAI viene censurata dalla direzione per un’affermazione da loro ritenuta offensiva: alla domanda “Perché non vuoi far pubblicare i tuoi pezzi?” egli rispose che sarebbe stato come dare le perle ai porci.
La modestia non ha mai fatto parte dei suoi pur numerosi vizi.

Lavora a lungo per il teatro come gestore della fonica, attività che arriva al culmine con la direzione tecnica dello spettacolo di Allen Ginsberg e Philip Glass al Teatro Regio.

Negli anni seguenti compone, arrangia ed esegue musica per gli usi più svariati, dai cantanti napoletani ai gruppi di liscio e alle corali. Affezionati clienti del suo tugurio sono alcuni dinosauri della musica italiana, da Mal dei Primitives a Gino Santercole, senza dimenticare Dino e Wilma Goich. Ospiti in studio sono anche Tullio de Piscopo e Peppe Strabuzzoni, noto lavavetri napoletano.

Lavora in pubblicità dove firma innumerevoli jingle per le radio locali e alcuni per le TV nazionali (Allibert, Asics). Negli anni ’90 inizia a lavorare nella post produzione audio e nel doppiaggio. Nel 1996 produce Wally, sua figlia, che egli ama definire “il più bel pezzo che io abbia mai scritto” (spero che avrà più successo degli altri).

Nel 2003 inizia la sua decadenza e si associa alla ODS, dopo aver dato vita alla “Cavour edizioni musicali.” Il suo futuro sarà la dimostrazione che non c’è limite al peggio.


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