Corsi: EMISSIONE VOCALE - CANTO

Atelier di tecnica vocale

Obiettivi e finalità:
La voce umana è un veicolo sorprendente e meraviglioso delle emozioni più profonde che spesso a causa di disarmonie legate al vissuto di ciascuno non riesce ad esprimersi nel pieno delle sue potenzialità pregiudicando così la possibilità da parte di attori, cantanti doppiatori di utilizzarla al meglio soprattutto in ambito professionale.
Tale esperienza di lavoro è condotta da tempo nei paesi di cultura anglosassone con notevoli risultati ed è il frutto di studi approfonditi e in continua evoluzione scientifica. IL docente attraverso l'esperienza di insegnamento pluriennale maturata nell'ambito del vocal coaching accanto a quella di regista teatrale, condurrà il lavoro con particolare attenzione alle specificità di ciascun partecipante.
L'obiettivo finale è fornire gli strumenti necessari per un corretto utilizzo della voce e la realizzazione di una performance teatrale.

Presentazione Atelier
a cura di Cosimo Morleo
(Docente e regista)

Lo scopo dell'atelier è quello di mettere in scena una vera e propria performance teatrale. L'idea sperimentale dello spettacolo è quella di far doppiare i personaggi che agiranno in scena da un'orchestra di voci. Infatti i dialoghi saranno interamente interpretati dai partecipanti al seminario che attraverso un lavoro approfondito di interpretazione e ricerca vocale daranno vita alle azioni recitate. L'atelier consterà di dieci incontri nei quali si apprenderanno tecniche di vocalità avanzata.
I costumi saranno realizzati dall'artista Caterina Crepax, figlia del famoso fumettista omonimo creatore di “Valentina”, e il testo inedito di cui segue una presentazione di Nicoletta Cocalò, apprezzata funambola della parola. E' quindi un'occasione di collaborare con artisti di valore alla creazione di qualcosa di nuovo in cui mettersi in gioco è la chiave per il raggiungimento del risultato artistico che ci siamo dati.

IL LAVORO SULL’ORFEO
a cura di Nicoletta Cicalò
(autrice del testo inedito oggetto del lavoro che si svolgerà durante il corso.)

Innanzitutto grazie a chi prenderà parte a questo lavoro sull’Orfeo. Con il suo corpo, con la sua voce, con il suo contributo di idee o anche solo con il suo ‘esserci’.
Questa rilettura del mito di Orfeo vuole mettere in risalto soprattutto il concetto di ‘assenza’ e significare quanto, in ogni essere vivente, siano importanti entrambe le componenti – femminile e maschile – che concorrono a rendere ogni persona “una creatura completa”
Il filo della storia si snoda come nel mito classico, alternando la recitazione al canto, alla musica, al movimento. Lo spirito innovatore di questo lavoro sta in una serie di particolari ‘sottili’ che con la loro presenza leggera ma percepibile (come un profumo che si coglie e non si dimentica mai) ne faranno una esperienza nuova ed emozionante.
Le parole. Tutto il lavoro è costruito sulle parole. Parole che, come vedrete, saranno esse stesse costanti testimoni e narratrici di questa ‘Assenza’. La costruzione del testo, infatti, è stata realizzata in modo da rendere immediatamente ‘leggibile’ la differenza tra una creatura appagata, completa e un’altra sofferente e alla quale manca una parte di sé.
Euridice rappresenta la componente femminile (oltre che amorosa) dell’Uomo. E la sua assenza fa di Orfeo un essere incompleto oltre che infelice. Incapace di esprimersi pienamente e di poter cogliere e raccontare la pienezza della vita e delle cose.
I suoni e i ruoli. Il personaggio di Caronte si rafforza grazie ai molteplici suoni che compongono la sua ‘voce’. Egli è il trasportatore, ma anche l’estremo ‘confidente’ delle anime. Parte delle loro voci continueranno a risuonare nella voce di Caronte.
L’allestimento. I costumi e le scene saranno minimali. Un’artista della carta (caterina crepax) realizzerà alcune ‘installazioni . costume’ che saranno al tempo stesso rappresentazione e personaggio. Lo farà per
Euridice, per Caronte, per Proserpina.
Il Destino. Stiamo lavorando a un finale ‘aperto’ nel quale (come nella vita) le cose accadono per caso o, a volte, per scelta
Perché questo lavoro insieme.
In questo lavoro il ruolo della ‘voce’ e della parola è importantissimo. E’ basilare che le parole siano esattamente quelle previste perché in esse è contenuto tutto il senso della rilettura.
Il suono della voce e della parola è una componente molto importante di tutto questo lavoro ed è importante che venga riconosciuto proprio alla voce il grande merito di creare o sottolineare emozioni
I personaggi sono molti ma il loro ‘movimento scenico’ è limitato rispetto all’importanza della parola, quindi abbiamo pensato che fosse un bellissimo esperimento il portare a teatro e su un palco il grande lavoro svolto nelle sale di doppiaggio.
E’ la prima volta che uno spettacolo teatrale e musicale mescola il doppiaggio con il lavoro attoriale e intendiamo dare a questa innovazione il risalto che merita.

Durata : Numero previsto di incontri: dieci
Prima fase: (un incontro): studio attraverso l'ausilio di registrazioni delle frequenze in cui la voce di ogni partecipante ha maggiori necessità di essere corretta.
Seconda fase: (due incontri): fornire attraverso esercizi fisici elementi per sciogliere le tensioni che impediscono a ciascuno di esprimere al meglio la propria vocalità.
Terza fase: (due incontri) dedicato alla voce nel canto in comparazione alla voce nel treatro.
Quarta fase: (quattro incontri) studio del testo proposto dal docente e allestimento della performance teatrale.
Quinta fase: (un incontro) realizzazione della performance.

Partenza : Gennaio 2012

N.ro partecipanti : 10

Docenti : COSIMO MORLEO
*Cantante di formazione classica e jazz ha studiato con artisti di fama internazionale tra cui: Ellen Christi, Claudine Ansermet, Elena Roggero, Giovanna Beretta, Franca Matteucci Accademia della voce di Torino, Lee Brown (con il quale ha partecipato alla manifestazione “Settembre musica”), e Sergio Foresti “Antica pietà de Turchini”, Marius Van Althena “Accademia Europea di musica Antica” Freeformjazz Production UK New European Urban Jazz, "The new Face of Jazz"Cleveland Watkiss. Particolarmente importante per la sua formazione artistica l’incontro e l’amicizia con la compositrice Matilde Capuis.
Si è specializzato inoltre nell’impostazione vocale rivolta a doppiatori e attori. Svolge attività concertistica e didattica, tiene regolarmente seminari in Italia segue cantanti e attori doppiatori professionisti. É anche compositore e drammaturgo, tra gli ultimi lavori teatrali: “Iterazioni di un amore” “Il sogno di Alice”. Ha insegnato canto presso: Teatri Possibili Milano, My sound Settimo Torinese, ODS Torino, Accademia dello spettacolo. E’ stato direttore artistico e insegnante del centro di formazione e produzione artistica Academy Barrocco di Pianezza). Attualmente dirige il CFA di Grugliasco.
www.cosimomorleo.com